Il tema sarà in votazione popolare il prossimo 23 settembre. Nel frattempo il comitato dell’Atis, l’Associazione ticinese degli insegnanti di storia, ha deciso di esprimersi in favore della sperimentazione della ‘Scuola che verrà’. Riunitosi nei giorni scorsi, il comitato, fa sapere in una nota, ha deciso anche di convocare l’assemblea dell’Atis per il 23 agosto e ciò “in vista di una discussione plenaria e di una presa di posizione più articolata che esprima il parere dell’intera associazione”. A portare fra qualche mese alle urne i cittadini è il riuscito referendum lanciato dall’Udc e appoggiato dalla Lega contro il credito di 6,7 milioni approvato in marzo dal Gran Consiglio per la sperimentazione triennale de ‘La scuola che verrà’, la riforma elaborata dal Dipartimento educazione, cultura e sport. Il test – il cui credito è passato in parlamento grazie al compromesso fra Plr, Ppd e Ps – si svolge come detto nell’arco di tre anni e interessa quattro sedi di scuola media (Acquarossa, Tesserete, Caslano e Biasca) e tre scuole comunali: Cadenazzo, Paradiso e Coldrerio. La sperimentazione avrebbe dovuto prendere il via con il prossimo anno scolastico, dunque a settembre. Ma la riuscita del referendum con il conseguente voto popolare ha comportato il rinvio del test. Test da fare o da non fare? Lo deciderà il popolo subito dopo l’estate. Certo che un eventuale no alla sperimentazione sarà determinante anche per le sorti dello stesso progetto messo a punto dal Decs.