In prima pagina c’è una vignetta di Boneff con il testo “La scuola che verrà rimandata. si voterà a settembre” e l’immagine di una scuola ferma nella parte superiore di una clessidra con un tappo che blocca il passaggio della sabbia dall’altro al basso.

A fine settembre la scuola alle urne.

Si andrà a votare il 23 settembre prossimo sul progetto pilota de “La scuola che verrà”. La Cancelleri dello Stato ha infatti comunicato che è riuscita la domanda di referendum contro lo stanziamento di 6,7 milioni di franchi per il finanziamento della sperimentazione del progetto di riforma.

Il numero di firme valide attestate ammonta a 9.414. La sperimentazione slitterà dunque ancora. La fase pilota, ricordiamo, sarebbe dovuta partire già nel settembre 2017, ma un primo rinvio è stato chiesto dal Parlamento, che nel frattempo, qualche mese fa ha approvato il progetto di sperimentazione, frutto del compromesso trovato in Commissione speciale scolastica tra PLR, PPD e PS. Ora però l’ultima parola spetterà al popolo.

L’UDC dal canto suo fa sapere di rallegrarsi per « l’ampio dibattito che la campagna di voto susciterà, e che rimedierà alla lacuna che ha caratterizzato l’iter del progetto dalla sua elaborazione all’approvazione da parte del Gran Consiglio».

«Se “La scuola che verrà” passerà l’ostacolo del voto popolare, sarà legittimato e ci rassegneremo; ma se, come crediamo, il popolo boccerà la sperimentazione, il discorso

di una riforma scolastica non cadrà di certo, semplicemente dovrà essere studiata meglio, sentendo il parere di tutti gli attori interessati».