Manuele Bertoli: «Un’iniezione di 47 milioni su 5 anni per gli istituti» – Pronte le regole per l’uso degli smartphone Vacanze al via per oltre 52.400 allievi e 5.800 docenti – Sulla riforma del DECS si preannuncia un’estate infuocata

FEDERICA GALFETTI

Per i docenti e gli allievi delle scuole ticinesi sono ufficialmente iniziate le vacanze estive. E se per gli studenti è scoccata l’ora del dolce far niente, per il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) è tempo di tracciare un bilancio dell’anno appena concluso. Cifre alla mano, sono 52.498 gli allievi che hanno lasciato i banchi di scuola a fronte di un corpo docenti che conta 5.890 unità. E se i temi discussi durante l’incontro sono stati molti, dalla riforma «La scuola che verrà» al nuovo regolamento della Scuola media, nel suo intervento il direttore del DECS Manuele Bertoli ha annunciato un importante investimento: «È pronto un messaggio da 47 milioni di franchi da investire sull’arco di 5 anni e che tocca tutti gli aspetti legati alla questione dell’informatica e del digitale nella scuola». Ma non solo. A tal proposito, il consigliere di Stato ha affermato che prima della pausa estiva verranno presentate una serie di «regole indirizzate agli allievi per l’utilizzo dei dispositivi di comunicazione personale».

Aziende e formazione

Ma torniamo ai numeri. Per quel che concerne i posti di tirocinio, le aziende che si sono dette disposte a formare gli apprendisti sono state 1.142, per un totale di 3.160 posti offerti. «L’obiettivo è di raggiungere e superare la quota di 3.500 posti di apprendistato, in modo da poter coprire l’esigenza del territorio» ha indicato il direttore della Divisione della formazione professionale Paolo Colombo. Da parte sua, il direttore della Divisione della scuola Emanuele Berger ha invece posto l’accento sul raddoppio del numero degli allievi che potranno essere ammessi ai corsi passerella per la maturità professionale. «Questo perché si è costatato che vi erano molti allievi meritevoli che non potevano essere ammessi a causa del numero limitato di posti disponibili», ha precisato Berger. Ma ad essere interessate da un cambiamento sono anche le scuole elementari. In merito, Berger ha segnalato «la riorganizzazione degli ispettorati, con la costituzione di due nuovi poli. Abbiamo fuso gli ispettorati, in particolare quelli del Mendrisiotto e del Bellinzonese e Valli». Inoltre, Bertoli ha tenuto a sottolineare un altro elemento oggetto di ripensamento nel corso dell’anno: il regolamento della Scuola media, rivisto completamente nel corso dell’anno: «Il lavoro è stato essenzialmente formale, per adeguarne le diciture e la terminologia, per svecchiarlo un pò», ha precisato il direttore del DECS.

Un occhio anche ai migranti

Ma al centro delle preoccupazioni politiche è altresì stato in particolare il tema dell’integrazione sociale e professionale degli stranieri. In merito, grazie all’accordo di programma sottoscritto con la Segreteria di Stato della migrazione, la Divisione della formazione professionale promuoverà tra il 2018 e il 2021 «150 posti di pre-apprendistato di integrazione socio-professionale dei migranti, attraverso il loro inserimento in un percorso di qualificazione di base», ha esposto Colombo.

Nessun favoritismo

E se gli allievi hanno ormai conosciuto il loro giudizio – promosso o bocciato – ad essere in bilico è la sperimentazione de «La scuola che verrà» sulla quale il popolo si esprimerà il 23 settembre. Ma sul tema l’estate si preannuncia infuocata: nel corso del Comitato cantonale del PLR di giovedì sera, il presidente Bixio Caprara non ha usato mezzi termini criticando il DECS di promuovere quasi esclusivamente la variante originale del progetto, senza fare accenno al modello targato PLR. Sollecitato sul tema, Bertoli ha replicato: «La mia intenzione non è quella di mettere accenni su una variante piuttosto che su un’altra. Non intendo misconoscere nulla. La decisione del Parlamento è chiara e promuoveremo quanto deciso in modo da sostenere il progetto il più possibile».