Non ipotechiamo il futuro dei nostri figli. Votate SÌ.

Anna De Benedetti Conti, Presidente Conferenza Cantonale dei genitori nonché Presidente Associazione Sì alla scuola di tutti
Ticinonews, 17.9.2018
Mancano pochi giorni per tracciare il futuro della nostra scuola: sperimentiamo nei fatti la bontà del progetto di riforma “La scuola che verrà” o rischiamo di lasciare tutto così com’è per altri dieci anni almeno!
Se c’è un punto sul quale siamo tutti d’accordo é che la scuola di oggi, frutto della riforma di 40 anni fa non è più attuale. I bisogni formativi dei nostri bambini e ragazzi sono cambiati nel tempo, basti pensare che non c’erano i computer in tutte le case, i cellulari e le videoconferenze erano cose da Star Trek! Molte delle formazioni professionali di oggi non erano nemmeno abbozzate nelle menti delle persone più creative.
Le maggiori esigenze di competenze in matematica legate al progresso tecnologico hanno spinto vieppiù le aziende formatrici a privilegiare ragazzi e ragazze che hanno seguito i corsi A perché con un livello conoscitivo superiore.
É quindi il mondo del lavoro e non solo quello del medio superiore a imporre un cambiamento che non possiamo più rimandare, a meno di voler mettere la testa sotto la sabbia, aspettando che qualcuno con la bacchetta magica, sappia ritrovare quel largo consenso che la proposta sulla sperimentazione di riforma de La scuola che verrà ha trovato in Gran Consiglio.
Un no al credito per la sperimentazione il 23 settembre obbligherà i ragazzi e le loro famiglie a “forzare” il sistema per accedere ai corsi A, fenomeno già in atto presso alcune scuola medie, ma non ci saranno più le risorse per riorganizzare la scuola e l’esperienza sui metodi didattici efficaci.
Un no al credito significa anche non voler verificare se la risorsa di un docente in più, ogni otto classi nella scuola elementare, sia un reale e valido supporto per l’apprendimento dei bambini e una risorsa per i docenti titolari della scuola dell’infanzia e elementare.
Il 23 settembre votiamo SÌ al credito per sperimentazione de La Scuola che verrà, non lasciamo che gli egoismi e la vanità di pochi tolgano delle opportunità ai nostri figli. La scuola è di tutti e non ha un colore partitico – come alcuni interventi hanno cercato di farci credere – ma ha lo scopo e il dovere di trasmettere saperi e dare le basi affinché i nostri giovani possano diventare dei cittadini responsabili.
Oggi, prima del voto, la certezza del credito e degli istituti pronti a mettersi in gioco ci sono; non è detto che sarà così in futuro. Non sprechiamo questa opportunità. Votate SÌ.