Perché dire sì alla sperimentazione del progetto “La scuola che verrà” il prossimo 23 settembre?

PIÙ VICINA AGLI ALLIEVI TICINESI

La riforma permetterà di dare più risorse alla scuola ticinese per seguire meglio gli allievi e mettere in valore le loro capacità personali. Le ore di lezione a metà classe (laboratorio) alla scuola media, efficaci e già oggi presenti in italiano e scienze naturali, aumenteranno di circa 8 volte rispetto a oggi, permettendo un insegnamento più attento e vicino a ogni allievo in ben 8 materie e già a partire dalla I media.

UN RINNOVAMENTO NECESSARIO NEL TICINO CHE CAMBIA

Genitori e nonni sanno bene che la società di oggi richiede nuove competenze. Per questo la scuola dell’obbligo deve rinnovarsi, affinché gli allievi siano meglio preparati per il loro futuro.

LA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO È STATA ACCETTATA DALLA MAGGIORANZA DEL PARLAMENTO E DEI PARTITI

La maggioranza dei partiti (PPD, PLR, PS, Verdi e Montagna Viva) ha sostenuto in Parlamento il credito per la sperimentazione dei due modelli previsti con questo progetto dopo 4 anni di lavori, dibattiti e consultazioni con esperti e docenti. UDC e Area Liberale, appoggiati da una minoranza di parlamentari della destra, hanno lanciato questo referendum che se accolto alle urne rischia di bloccare la necessaria riforma della scuola ancora per tanti anni!

PIÙ PERSONALIZZATA IN BASE ALLE COMPETENZE

“La scuola che verrà” permetterà che ogni nostro figlio a scuola sia seguito al meglio e che vengano riconosciute e sviluppate le competenze di ogni allievo. I laboratori ampliati a 8 materie sono strumenti efficaci per facilitare l’apprendimento.

BASATA SU RISULTATI CONCRETI

Il progetto verrà valutato in maniera scientifica da un gruppo di esperti di università svizzere durante i 3 anni di sperimentazione. I risultati concreti degli allievi e l’esperienza diretta dei docenti saranno la base per la decisione finale sul progetto.

VOTA SÌ IL 23 SETTEMBRE A “LA SCUOLA CHE VERRÀ”!