Sperimentare una riforma ragionevole

Katya Cometta, presidente ASPCC
Ciò che più mi piace della riforma “La scuola che verrà” è l’attenzione posta all’individualità di ogni allievo e di ogni studente. Non bimbi tutti uguali, ma tanti ragazzi tutti diversi fra loro che meritano attenzioni e stimoli diversi per poter crescere ed andare il più lontano possibile con le loro specifiche caratteristiche. Il modo scelto per concretizzare questa visione si basa sulle esperienze positive che già la nostra scuola possiede: la diversificazione e lo sviluppo delle competenze. Non si tratta di invenzioni dell’ultima ora e questo deve assolutamente essere sottolineato. La diversificazione avviene ad esempio da sempre nella nostra scuola dell’infanzia dove uno stesso docente riesce a far crescere contemporaneamente le competenze di bimbi che vanno dai 3 ai 6 anni e con capacità cognitive molto diverse. La diversificazione è molto ben applicata anche nelle scuole elementari e l’esempio più eclatante è quanto avviene nelle pluriclassi. La differenziazione avviene anche alle scuole medie, nei laboratori di italiano e di inglese, a classi ridotte, dove i docenti seguono in modo diverso i singoli studenti. L’obiettivo della scuola non è solo quello di insegnare ma anche di imparare. E in questo caso ha imparato da quel che di molto buono sa fare. Per riformare la scuola dell’obbligo ci si è quindi logicamente rivolti a questi insegnamenti scegliendo di eliminare ciò che non funziona più (i livelli) moltiplicando ciò che funziona bene (la diversificazione). Così nelle scuole comunali vi sarà un docente supplementare ogni 8 classi e la generalizzazione dei docenti delle materie speciali (musica, ginnastica), mentre nelle scuole medie avremo classi dimezate per alcune ore settimanali in otto materie sull’arco di quattro anni, laboratori di materie con doppia docenza e settimane progetto. L’obiettivo non è quello di rendere i nostri ragazzi tutti uguali o livellarli verso il basso, ma accompagnarli consapevolmente verso il loro personale traguardo. Questa è la sperimentazione di una riforma ragionevole, basata sui principi caposaldo della scuola fransciniana: inclusione ed equità. Voto sì, convinta!