Amo la scuola: sì alla sperimentazione

Elena Nembrini, docente di tedesco e geografia, Scuola media Bellinzona 1
Corriere del Ticino, 11.9.2018
 
Insegno da molti anni e ho vissuto tanti i cambiamenti nella scuola: dal Ginnasio alla Scuola media unica, dall’introduzione delle sezioni A e B ai corsi a livelli di francese, tedesco e matematica, ai corsi A e B di tedesco e matematica. Ho anche sperimentato per tre anni l’insegnamento del tedesco senza livelli. La scuola ha sempre avuto necessità di aggiornarsi per stare al passo con una realtà sempre più complessa per permettere a docenti e agli allievi di lavorare e apprendere meglio.
«La scuola che verrà» è un progetto che ha bisogno di partire e ha bisogno di essere collaudato per capire quale strada scegliere.
Di sicuro uno degli aspetti più importanti di questa riforma è l’abolizione dei livelli, sistema discriminante che non risponde più alle esigenze attuali. Questa sperimentazione non lascerà gli allievi allo sbaraglio come tanti temono. La scuola non lo ha mai fatto. Tutti gli allievi, sia quelli con maggiori difficoltà sia i più talentuosi saranno ancora seguiti, accompagnati nel loro percorso da docenti che vogliono solo il meglio per la loro formazione.
Questo progetto probabilmente non mi riguarderà più, ma amo troppo la scuola per non chiedere a tutti di votare sì al credito di sperimentazione de «La scuola che verrà» in votazione il 23 settembre.