‘Scuola che verrà’, dal Ppd un chiaro sì

di Jacopo Scarinci
laRegione, 6.9.2018

Con 66 voti favorevoli, 32 contrari e 13 astenuti il ‘parlamentino’ del Ppd decide di sostenere la sperimentazione de ‘La scuola che verrà’ in votazione il 23 settembre.

Il Ppd sostiene il Sì alla sperimentazione de ‘La scuola che verrà’. E lo fa con una chiara maggioranza: 66 favorevoli, 32 contrari e 13 astenuti. In un comitato cantonale dove il piatto forte era proprio il progetto di riforma scolastica proposto dal Dipartimento educazione, cultura e sport, i popolari democratici danno quindi seguito alle decisioni dei propri rappresentanti sia all’interno della Commissione scolastica sia del Gran Consiglio. «Eravamo guardinghi e scettici davanti al primo progetto proposto dal Decs» ricorda Claudio Franscella, membro della Scolastica, durante il dibattito con Manuele Bertoli, direttore del Decs, Sergio Morisoli (Area liberale), Piero Marchesi (Udc) e Stefano Imelli (direttore della Scuola media di Acquarossa). «Ma abbiamo trovato un compromesso che ci soddisfa. Avevamo molti dubbi sul come superare il sistema dei livelli, perché a nostro avviso era fondamentale mantenere un certo tipo di differenziazione – continua Franscella – e la scelta di ‘splittare’ in due modelli (quello del Decs e la variante voluta dal Plr, con la divisione per competenze e non in modo eterogeneo dei ragazzi durante i laboratori, ndr) va in questa direzione».
E alla tesi sostenuta da Morisoli e Marchesi di essere di fronte a un «progetto ideologico e senza il sostegno dei docenti» ha risposto Imelli in maniera diretta: «Sono un sindaco Ppd e presidente di un Consiglio parrocchiale, garantisco che di ideologia io in questo progetto di riforma non ne vedo». E sui docenti che, come ricordato da Marchesi, «hanno risposto solo in minima parte alla consultazione del Decs»? «Posso raccontarvi come ci siamo comportati ad Acquarossa, dove il plenum ha approvato a schiacciante maggioranza ‘La scuola che verrà’. Abbiamo discusso per due anni, portato le nostre criticità, i nostri rilievi. E, alla fine, siamo soddisfatti». Di più. «Saremo una delle sedi scelte per la sperimentazione, e i nostri docenti sono stati parte attiva nel valutare e decidere i progetti». Nel suo discorso iniziale Fiorenzo Dadò, presidente del Ppd, non ha fornito date sulla presentazione delle liste per governo e Gran Consiglio, ma ha ricordato come «il sondaggio che abbiamo lanciato nella nostra base ha avuto un’ottima risposta, pari al 30 per cento. e le risposte sono in elaborazione». Il Ppd è un «partito vivo» insomma, pronto, conclude Dadò, a «difendere con coraggio e chiarezza i valori in cui crede. Dobbiamo profilarci, e lo faremo con forza».