Scuola che verrà: “Sì alla sperimentazione per maggiore giustizia”

Ticinonews, 4.9.2018

L’USS favorevole all’investimento di 6,7 milioni per la riforma della scuola

L’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa (USS) si dice favorevole alla sperimentazione della “Scuola che verrà” in votazione il prossimo 23 settembre. Qui di seguito il comunicato:

“L’accesso alla cultura e l’uguaglianza delle possibilità di riuscita per i figli dei lavoratori passano da un sistema scolastico accessibile e attento ai bisogni di tutti. L’obiettivo della scuola dell’obbligo deve essere in particolare di portare tutte le ragazze e tutti i ragazzi a possedere le necessarie basi culturali per poi conseguire con successo un diploma superiore o un attestato federale di capacità: questo in base ai propri interessi e non alla situazione socioeconomica di origine.

L’Unione sindacale valuta positivamente l’investimento di 6,7 milioni per la sperimentazione in alcune sedi scolastiche del progetto La scuola che verrà, in votazione il prossimo 23 settembre. Esso permette di rafforzare i momenti di insegnamento con due docenti in una classe e i momenti di insegnamento a classi dimezzate (12-13 allievi invece di 25-26). Qualora il progetto fosse un domani
generalizzato il maggior investimento nella scuola comunale e nella scuola media sarebbe di 35 milioni di franchi annui e consentirebbe di superare la selezione precoce determinata dai livelli A e B per le materie di tedesco e matematica in terza e quarta media.

I referendisti che si oppongono alla sperimentazione fanno un discorso contrario alla giustizia sociale e opposto agli obiettivi della scuola media ticinese, che esiste da 40 anni: sono dei veri e propri reazionari che vogliono fissare al termine della scuola elementare l’età per la selezione tra gli allievi che si indirizzano all’apprendistato e gli allievi che si indirizzano verso studi post-obbligatori.

L’Unione sindacale invita caldamente le lavoratrici e i lavoratori a votare Sì il prossimo 23 settembre al credito per la sperimentazione nella scuola dell’obbligo per consentire di progredire in un insegnamento maggiormente attento ai bisogni e ai ritmi degli allievi. Sì a una scuola più adeguata, che consideri meglio i tempi di maturazione scolastica delle ragazze e dei ragazzi. Sì a una scuola più giusta che permetta di superare maggiormente le ineguaglianze culturali e socioeconomiche legate al contesto famigliare d’origine!”