Scuola che verrà: un sì convinto anche alla faccia del ‘matador’

Di Igor Righini, presidente Ps
laRegione, 10.9.2018
il comitato referendario contro “la scuola che verrà”, su cui voteremo il 23 settembre, ha manifestato l’avversità al progetto ergendosi a difensore della scuola pubblica. Ha fatto come il “matador”: s’è alzato sulle punte e ha sventolato il drappo rosso con cui nasconde la fatidica spada. È sceso nell’arena della politica, ai mercati, in televisione usando parole menzognere e offensive per quella che ritiene una “scuola rossa”. “olé, olé!” ha esclamato chi poco tempo fa pretendeva di usare le risorse di noi tutti cittadini per fare la scuola privata per pochi privilegiati. “olé, olé!”. il “matador” cerca di provocare la reazione inferocita del cittadino. Vuole ottenere fumo dalle sue narici. aspetta la carica finale per mandare all’aria un progetto capace di garantire un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola pubblica. “olé, olé!”. Ma il popolo ticinese non si lascia di certo portare a spasso dalle mosse del matador. la scuola pubblica ticinese è di tutte e tutti, pagata coi soldi dei contribuenti, concepita affinché vengano garantite le pari opportunità. così il figlio del povero avrà le stesse opportunità di quelle di un ricco. certo idealmente, perché vi sono sempre delle questioni da correggere, migliorare, adattare ai tempi che cambiano. ed è proprio quello che si vuole fare con la sperimentazione di questo progetto per la scuola dell’obbligo. Una sperimentazione che in tre anni darà i suoi frutti e se saranno buoni permetteranno di adattare la scuola al tempo che cambia, in un modello di scuola inclusiva, dove bambini e ragazzi, poveri, benestanti e ricchi convivono sullo stesso piano. Una scuola in cui i più bravi non vengono segregati nel ghetto dei super-dotati e chi fa più fatica, magari perché a casa vive momenti difficili, non sarà abbandonato a sé stesso. Tutti saranno seguiti da vicino, con più docenti e più tempo da dedicare alle loro potenzialità, alla loro crescita e alle loro preoccupazioni. affinché, grazie a risorse migliori, nessuno resti indietro e tutti trovino la strada giusta, quella che fa per loro. il “matador” cerca di provocarci per poi colpirci con la spada e trascinarci fuori dalla scuola. non prestiamo attenzione agli “olé, olé”. “la scuola che verrà” non è un progetto ideologico, ma trasversale, costruito con impegno e sforzo nell’interesse collettivo. non facciamoci infilzare dal “matador”: il destino dei nostri giovani non è carne da corrida. Sosteniamo questa sperimentazione necessaria per l’innovazione e lo sviluppo della scuola. Se crediamo nel miglioramento della scuola pubblica e vogliamo garantire un futuro migliore ai nostri ragazzi, il 23 di settembre votiamo un sì convinto anche alla faccia del “matador”.