Scuola Chi dice sì e chi dice no

Corriere del Ticino, 17.9.2018

I pareri di favorevoli e contrari al credito per la fase test della riforma del DECS

23 SETTEMBRE L’appuntamento alle urne è per domenica.

La votazione popolare sul credito da 6,7 milioni di franchi per avviare la sperimentazione de «La scuola che verrà» si avvicina. E in attesa dell’appuntamento con le urne del 23 settembre, favorevoli e contrari scendono in campo. A mostrare il pollice verso al progetto è l’AITI per la quale la riforma «si basa molto sulla teoria pedagogica ma affronta in maniera insufficiente il necessario rinnovamento dei curricoli formativi proposti». In particolare, l’AITI critica «l’alternarsi di lezioni in comune, atelier, lavori di laboratorio che non è funzionale a un corretto apprendimento da parte degli allievi». Invitando i cittadini a respingere la proposta, l’AITI rileva come «La scuola che verrà p un progetto impregnato di egualitarismo, che si preoccupa molto di includere gli allievi e raggiungere l’uguaglianza dei loro risultati». Di parere contrario la SSIC-Ticino, per la quale è «incontestabile l’esigenza di intervenire su un sistema didattico sicuramente valido ma che presenta alcune difficoltà». In questo senso viene salutato «positivamente il progetto di sperimentazione di alcuni nuovi modelli di insegnamento che permetteranno, dopo una fase di prova e di analisi, di capire quali miglioramenti possono essere messi in campo». Per poi concludere: «Nel mondo della formazione, a tutti i livelli, il ruolo centrale è rivestito dai docenti. In questo senso sarà fondamentale continuare a coinvolgerli in tutte le fasi che si susseguiranno prima, durante e dopo» la fase di test. E come la SSIC, ad esprimersi a favore del credito è poi una serie di associazioni, enti e partiti. In particolare: il Collegio cantonale degli esperti di scuola media e il Collegio cantonale dei consulenti didattici, il Partito comunista, l’Associazione per la difesa del servizio pubblico, l’Associazione ticinese di genitori e amici dei bambini bisognosi di educazione speciale (atgabbes), il Collegio del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, l’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa, il comitato della Federazione docenti ticinesi, il Collegio dei docenti della scuola media di Gravesano nonché il Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA).