Sì all’accordo per la sperimentazione nella scuola dell’obbligo

di Raoul Ghisletta

laRegione, 22.08.2018

Raoul Ghisletta: «Una maggiore eguaglianza di possibilità di riuscita per tutti gli allievi è la base di una società democratica e libera». 

La votazione cantonale del 23 settembre sarà molto importante per il miglioramento della scuola comunale e della scuola media a favore di tutti gli allievi del Canton Ticino. La Commissione scolastica parlamentare, della quale faccio parte, ha trovato un accordo tra Partito liberale radicale, Partito popolare democratico, Partito socialista e Verdi per varare una sperimentazione del progetto “La scuola che verrà”, che è stato modificato e semplificato rispetto a quanto inizialmente previsto. Questo accordo purtroppo non si era trovato in passato, quando si votò per ridurre il numero massimo di allievi per classe da 25 a 20 nelle scuole comunali e medie a seguito dell’iniziativa del Sindacato Vpod docenti. L’accordo politico attorno alla sperimentazione de “La scuola che verrà” è quindi da sostenere da parte di chi vuole migliorare la qualità dell’insegnamento nella scuola dell’obbligo. Non ci sono altri piani B! La sperimentazione de “La scuola che verrà” sarà fatta in quattro sedi di scuola media e tre di scuola comunale, durerà tre anni e punterà sulle occasioni di approfondimento delle materie per gli allievi (facendo capo a classi ad effettivi dimezzati, al coinsegnamento, a maggiore sostegno ecc., tutti metodi già noti e praticati oggi, seppure in misura nettamente inferiore). I risultati della sperimentazione saranno vagliati da esperti indipendenti e il processo sarà oggetto di attenta partecipazione dei docenti coinvolti, dei rappresentanti degli insegnanti, dei genitori e delle forze politiche. Solamente in un secondo tempo, in presenza di un bilancio, il Governo e il Parlamento decideranno se, e in quale misura, generalizzare la riforma sperimentata. Perché quindi osteggiare irrazionalmente la sperimentazione nella scuola? Non si tratta affatto di una sperimentazione a scatola chiusa, contrariamente a quanto affermano i referendisti di destra (che propugnano un modello di scuola selettiva, penalizzante per gli allievi di origine sociale modesta). Lo attesta l’ampia maggioranza in Parlamento raccolta il 13 marzo 2018 dal citato rapporto della Commissione scolastica: 51 sì, 19 no, 5 astenuti. Lo attesta anche il sostegno al progetto di sperimentazione da parte della Conferenza cantonale dei genitori e dei sindacati della scuola. Approviamo quindi la sperimentazione di una riforma scolastica che vuole aiutare gli allievi a raggiungere i loro obiettivi (studi postobbligatori, apprendistato ecc.). Una maggiore eguaglianza di possibilità di riuscita per tutti gli allievi è la base di una società democratica e libera.