Sulla scuola che verrà evitiamo i colpi bassi

Michele Andreoli, Caslano
Corriere del Ticino, 13.9.2018
Scuola che verrà: votare no solo per ripicca? Gli esperimenti, lo abbiamo imparato a scuola, si fanno per verificare le ipotesi, per capire se quello che ci siamo immaginati funziona anche nella realtà. Per questo, prima di decidere definitivamente i cambiamenti che si vogliono introdurre con «La scuola che verrà», è stato deciso di metterli alla prova in diversi istituti scolastici del cantone. Solo in questo modo sarà possibile capire se il docente supplementare per educazione musicale e fisica previsto per le scuole dell’infanzia saranno apprezzate dai bambini e dal personale insegnante, se il docente di appoggio che affiancherà i docenti delle scuole elementari darà loro modo di dedicare può tempo agli allievi. E se la possibilità di lavorare in piccoli gruppi prevista con l’introduzione dei laboratori in 8 materie e degli atelier di approfondimento settimanali per l’italiano, la matematica e il tedesco, permetterà agli allievi di meglio raggiungere gli obiettivi previsti dal programma della scuola media. Perfino l’utilità dei famigerati livelli verrà messa alla prova attraverso l’organizzazione di laboratori a metà classe per i quali si propongono due modelli: uno che prevede la suddivisione degli allievi secondo le loro competenze, l’altro che si propone di ripartirli in maniera casuale. In ogni caso un modo per coinvolgere tutti grazie alla possibilità per i docenti di lavorare con meno allievi e facendo capo all’aiuto di un collega. Sui cambiamenti proposti si possono avere opinioni differenti, ma senza metterli alla prova non sarà mai possibile sapere se essi portano un miglioramento o se non servono a nulla. Una prova, nota bene, a cui i Comuni interessati hanno dato il loro accordo, e che è stata approvata anche dalle assemblee dei genitori delle scuole coinvolte. È quindi veramente difficile capire le motivazioni di chi si oppone a questa sperimentazione. A meno che, ma questo sarebbe veramente triste, il referendum abbia soprattutto lo scopo di fare uno sgambetto all’avversario politico.