Un investimento per una società che sarà più equa

Enea Monticelli, presidente di Generazione Giovani PPD Ticino
Già quando frequentavo i banchi della Scuola media di Castione, il concetto di una scuola che cambia e che si adatta allo sviluppo della società era presente nella bocca degli addetti ai lavori in ambito pedagogico e le richieste di supporto da parte dei docenti erano piuttosto frequenti. Questo pensiero mi ha sempre affascinato e più volte è entrato in contrasto, soprattutto durante gli anni passati al liceo e confrontato ad una selezione piuttosto marcata, con una mia quasi cieca convinzione che il mondo della scuola dovesse servire la società e particolarmente il mondo del lavoro. La realtà è però ben diversa.
Essendo ormai al mio ultimo anno accademico presso il Dipartimento formazione ed apprendimento, la moderna Scuola magistrale, ho avuto la possibilità di svolgere i miei tirocini in quattro diverse classi di scuola elementare di quattro istituti diversi sparsi per i quattro angoli del nostro fantastico cantone. Tra i bambini, le differenze sono all’ordine del giorno. Differenze legate all’età, alla provenienza sociale, alla capacità di relazionarsi con gli adulti e i compagni, differenze legate alla velocità nell’apprendere determinati concetti e di sviluppare specifiche competenze, modi di apprendere piuttosto legati al fare, al vedere o all’ascoltare. Insomma, ognuno di noi è diverso e, per fare riferimento al titolo di un progetto pilota contro gli abusi, ognuno di noi è «unico e prezioso» e aggiungo ben volentieri, impara in modo diverso.
Le diversità che vi ho citato non hanno di per sé una valenza positiva o negativa; al contrario permettono a noi docenti di comprendere al meglio le modalità con le quali ogni nostro singolo allievo pensa, ragiona e si comporta permettendoci di adattare i nostri interventi pedagogici, differenziando maggiormente la nostra azione pedagogica.
La riforma «La scuola che verrà» cerca di dare maggiore importanza e maggior peso ad ogni singolo allievo cercando in primo luogo di presentare una buona proposta didattica e variabile. In questo modo e rispetto al sistema attuale, si prevede di superare il sistema legato ai corsi attitudinale e di base in matematica e tedesco con una generale introduzione e l’implementazione di laboratori per buona parte delle materie scolastiche nei quali il docente lavorerà con solo metà della classe permettendo così una personalizzazione necessaria. Inoltre, per matematica, italiano e tedesco, durante alcune ore la classe sarà seguita sia dal docente disciplinare che da quello di sostegno, in modo da favorire la progressione costante dell’allievo in relazione alle sue esigenze e alla sue capacità. Non da meno, i ragazzi avranno la possibilità di coltivare le proprie passioni grazie ad un’offerta di opzioni orientative, artistiche, sportive e di approfondimento culturale.
Grazie a questa riforma, doteremo il nostro sistema scolastico di maggiore flessibilità nei confronti dei nostri giovani che potranno essere seguiti con rinnovata forza e maggiori risorse di quanto fatto, e con risultati già buoni, fino a questo momento. Un progetto che permette con maggior efficacia e con maggior tenacia di procedere all’autorealizzazione di ognuno dei nostri allievi, perché essi sono il futuro di questo cantone. Proprio per questo motivo non scialacqueremo 6,73 milioni di franchi ma li investiremo nell’avvenire della scuola nell’interesse di una società più equa.
Il 23 settembre votiamo sì: lo dobbiamo alle generazioni di studenti che verranno.